PERSONALITÀ, PASSIONE e IDEOLOGIA – Alla scoperta del giovane e promettente Luis Spadetto

Di Breno Barbosa

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“Dico sempre ai giocatori che se Dio avesse voluto il calcio in cielo, avrebbe fatto crescere erba al posto delle nuvole. Quindi il calcio è palla a terra”.

Questa frase fu detta negli anni ‘70 da Bryan Clough (allenatore inglese) e ripetuta nel 2016 da un giovane allenatore di 26 anni, ex-giocatore professionista, che è apparso nel calcio brasiliano nello Stato di Espirito Santo e Sergipe. È stato considerato un uragano dentro e fuori dal campo, destando l’interesse delle maggiori squadre di entrambi gli Stati. Si tratta di Luis Spadetto, allenatore dalla forte personalità, buona comunicazione e molto talento, che ha già ottenuto ottimi risultati dimostrando un ampia conoscenza tattica. Spadetto ha mostrato di avere una chiara idea di gioco; le sue squadre puntavano sul gioco offensivo e ben organizzato, mettendo molto impegno in tutte le partite. Per i due anni consecutivi al comando di queste due squadre, Spadetto è stato I’allenatore più giovane di maggior rilevanza.

WhatsApp Image 2019-04-07 at 09.31.22Il Mister Spadetto dando istruzioni ai suoi giocatori.

A causa di diversi infortuni, Spadetto conclude precocemente, con appena 26 anni, la sua avventura da calciatore, subito dopo prende il comando come allenatore del Rio Branco VN in Brasile, dando inizio al suo percorso a bordo campo. LuísLuís Spadetto ha giocato in settori giovanili di grande spessore del calcio brasiliano come Botafogo, Internacional e Atletico Mineiro. Inoltre, ha giocato 7 anni come professionista in Portogallo, in squadre storiche di Serie A e di Serie B come SC Beira Mar, Boavista e Varzim. Luis afferma di aver imparato molto dal punto di vista della metodologia degli allenamenti e dell’aspetto tattico da grandi allenatori portoghesi che ha avuto. Luis possiede la doppia cittadinanza italo-brasiliana ed è próprio in Italia che ha ottenuto la licenza di allenatore UEFA B. Nel calcio brasiliano ha lavorato come allenatore del Rio Branco VN – ES nel 2016, dove ha ottenuto il 1° posto nella prima fase della seconda divisione del campionato dello Stato di Espirito Santo, con una squadra di giocatori giovani, molti dei quali non avevano mai esordito nei professionisti. È uscito in semifinale a causa di molteplici decisioni contrastanti dell’arbitraggio, contro le quali Rio Branco ha presentato ricorso. Nonostante questo, la squadra ha ricevuto molti elogi da parte di alcuni dirigenti di Stato dichiarando di non aver mai visto una squadra così tanto organizzata e vigorosa.

Nel 2017 il giovane tecnico è salito alla guida del Boca Júnior – SE e ha lasciato il comando della squadra con un ottimo 4º posto, miglior posizionamento di sempre della società. Il presidente Gilson Behar ha dichiarato in un canale televisivo che Luis Spadetto è stato il miglior allenatore che abbia mai conosciuto nella sua storia calcistica e il miglior allenatore che il Boca Junior abbia mai avuto. Audilà delle statistiche, il giovane Luis Spadetto ha lasciato il segno con un calcio molto organizzato e offensivo. Oggi con 29 anni di età Luis Spadetto è assistente del Mister Rui Amorim nel FC Vizela in Portogallo. Dopo 23 giornate il Vizela è la capolista della terza divisione portoghese ed incanta per il suo stile di gioco. Perer questi motivi “MW Futebol” ha contattato Spadetto invitandolo ad un intervista, per offrire un contenuto ricco di informazioni ai nostri lettori.

MW Futebol: Come sta andando questa esperienza da assistente tecnico?

Spadetto: La trovo un’esperienza fantastica, era un mio obiettivo personale tornare a lavorare con il Mister Rui Amorim. Quando mi ha fatto questa proposta non ho potuto rifiutare e sto appurando che è stata la scelta giusta. L’ambiente di lavoro è molto buono e stimolante, ci sono sempre novità e decisioni importanti da prendere e questo mi motiva. Sono nato e cresciuto nel bel mezzo di questo sport e pur essendo al mio primo anno come assistente mi sento bene, molto beben

MW futebol: Il Mister Rui Amorim è molto intelligente e ha realizzato dei grandi lavori, è considerato una grande promessa tra gli allenatori portoghesi; com’è l’esperienza di lavorare con lui e com’è Rui Amorim nella vita di tutti giorni?

Spadetto: Conosco il Mister Rui Amorim da più di 10 anni, all’epoca lui era assistente ed io giocatore; l’allenatore principale non riusciva a convincermi su certe cose e qui è entrato in scena Rui, il quale si è incaricato di aiutarmi. Ci è riuscito e da lì è cominciata la nostra amicizia. Tutto quello che sta accadendo oggi, Rui lo aveva già predetto molti anni fa: mi diceva sempre che voleva diventare primo allenatore e che io avrei lavorato con lui come assistente; durante questi anni non abbiamo mai perso i contatti e lui ha mantenuto la promessa. Quando mi ha invitato a collaborare insieme a lui, non ci ho pensato due volte. Oggi sono qui ed è motivo di grande soddisfazione per me. Rui è una persona di carattere ed è l’allenatore con la capacità gestionale migliore che abbia mai conosciuto nella mia carriera, possiede una grande intelligenza emotiva, è sempre molto esigente, un grande stratega, non è un tipo che grida e si agita tutto il tempo e tutto quello che fa è ben pensato. È la persona che mi ha insegnato di più da giocatore e ora da allenatore, è un orgoglio per me essere giu.

MW futebol: Quali sono le principali idee di gioco del FC Vizela in campo?

Spadetto: Per risponderti a questa domanda comincerei con l’idea principale, che è vincere indipendentemente dalle circostanze. Crediamo in principi chiari, grazie ai quali ci avviciniamo al nostro obbiettivo, la vittoria. Molti associano la vittoria allo stile mentre noi cerchiamo il contrario, lo stile per ottenere il risultato. Abbiamo un compromesso con lo spettacolo, tuttavia non siamo così romantici come a volte sembriamo essere, abbiamo i nostri principi di gioco per ogni momento di gioco, ma per tutto il tempo la nostra filosofia è basata sul “gioco di posizione”. Uno stile di gioco molto intelligente e con una grande dose di pazienza. Crediamo nell’attrazione: attirare e dividere l’avversario, sempre alla ricerca dello spazio. Puntiamo su una circolazione obiettiva della palla variando posizioni e dinamiche, dipende sempre da dove il nostro avversario lascia più spazio libero. Succede che ci dobbiamo adattare in certi campi stretti o dove il terreno non aiuta tanto, pur non perdendo mai i nostri principi. Seguiamo strategie diverse ad ogni partita.

MW Futebol: Come credi di poter aiutare la FC Vizela da assistente tecnico?

Spadetto: Il calcio di oggi è molto dinamico, ogni membro dello staff ha più di una funzione da svolgere. Analisi sull’avversario, analisi e nuove idee per la squadra, dialogo con alcuni giocatori che richiedono più attenzione; il nostro staff è molto forte e impariamo sempre l’uno dall’altro. In questi 19 anni di calcio vissuti lontano da casa ho avuto diversi allenatori e questo mi ha permesso di imparare molto su vari temi. Do’ molto valore e attenzione al lato umano, parlo molto con i giocatore per cercare di capire il loro punto di vista e poterli, quindi, aiutare.

MW futebol: Puoi citare alcune differenze tra quello che hai vissuto nel calcio brasiliano e ciò che vivi ora in Portogallo?

Spadetto: Nel mio caso quando parlo del calcio brasiliano mi viene in mente l’infanzia passata a giocare nelle strade della mia città, come qualsiasi altro bambino brasiliano. Sono uscito molto presto dal Brasile e fino ai 17 anni ho imparato tanto, principalmente sul gioco individuale (su cui è basato il calcio brasiliano), dribbling, giocate in spazi stretti grazie al futsal, gioco di strada contro gli adulti, improvvisazioni, non aver paura di avere la palla tra i piedi, avere il coraggio di giocare con tutti aldilà dell’età o delle dimensioni fisiche. Ho lasciato le giovanili dell’Atlético Mineiro, per la serie A portoghese al SC Beira Mar. È stato un impatto molto grande per me. Appena arrivato in Portogallo, ho subito realizzato che il calcio qui è molto collettivo. Generalmente in Europa il gioco è basato sulla squadra. Quindi posso dire che sull’aspetto individuale il Brasile è stata la mia fonte principale di apprendimento, mentre il Portogallo mi ha fatto crescere per quanto riguarda il gioco di squadra e il pensare alle dinamiche della partita; ho imparato molto sull’aspetto tattico e sto continuando ad imparare qui. Ogni paese a suo modo, sia il Portogallo che il Brasile, sono state delle grandi scuole per me e mi sento privilegiato per questo.

MW Futebol: In Brasile, nonostante fossi al comando di due squadre che non sono solite competere per il titolo, tu hai fatto due ottime stagioni, giocandotela con le maggiori squadre in maniera offensiva e organizzata. È questo il tipo di calcio in cui credi?

Spadetto: Il calcio in cui credo è quello in cui i giocatori hanno piacere ad avere la palla e hanno il coraggio di assumersi la responsabilità di essere i protagonisti dello spettacolo, questa è la prima cosa in cui credo. Questo modo di pensare viene dalla mia infanzia, è dentro di me, sia da tifoso che da giocatore, e anche adesso da allenatore. Provo piacere nel vedere la mia squadra con la palla, questo mi dà sempre la sensazione e la speranza che da un momento all’altro faremo goal, e la stessa emozione che sentivo da tifoso e da giocatore, ora la sento da allenatore. L’obiettivo più grande è sempre quello di fare goal, tuttavia, ci sono molti metodi per ottenere questo obiettivo principale ed è per questo che esistono i principi e i sotto-principi di una squadra. Alla maggior parte, se non a tutti i tifosi di una squadra, piace vedere la propria squadra con la palla. Credo tanto in questo concetto: anche quando difendiamo, pretendo di avere la palla, per molti aspetti quali quello emozionale, tattico e strategico. Credo che la miglior maniera per difendersi dall’avversario sia valorizzare al massimo, in forma strategica e obiettiva, il possesso palla. Valorizzando la palla e tenendola sotto il nostro controllo, qualsiasi pressione mal fatta, disattenzione difensiva o minima incertezza dell’avversario può essere fatale. Non sono un fondamentalista, tuttavia questo è quello che sento, questa è la mia idea di base.

MW Futebol: Hai lasciato il segno nel Rio Branco VN e nel Boca Junior con uno stile di gioco molto organizzato e offensivo, tanto da destare l’attenzione da parte delle migliori squadre degli Stati e addirittura in Asia, perché non hai continuato?

Spadetto: Sono state due esperienze meravigliose, sia nel Rio Branco VN che nel Boca Junior, sono molto grato alle persone con cui ho lavorato in queste due squadre. I giocatori, lo staff e i tifosi del Rio Branco, la furia tricolore che porto sempre dentro al mio cuore, hanno avuto un affetto ed un rispetto per me che mai dimenticherò. I tifosi sono l’anima della squadra, senza di loro, il Rio Branco non otterrebbe tutto quello che sta ottenendo. Per questi motivi tifo ancora per entrambe le squadre Rio Branco e Boca Junior. Riguardo alla mia decisione ho fatto quello che il mio istinto mi ha suggerito, sono tornato in Europa e ho sempre saputo che un giorno ci sarei tornato. Sono molto contento per tutto ciò che sta succedendo, adoro il Portogallo e sono a fianco di persone competenti, quindi abbiamo tutti i presupposti per salire di divisione.

MW Futebol: Nella tua opinione quali requisiti deve avere un allenatore?

Spadetto: È un’opinione molto particolare ma secondo quello in cui credo, il principale requisito di un allenatore è quello di saper gestire un gruppo di uomini, facendolo crescere ogni settimana per raggiungere un obiettivo ben definito (obiettivo/meta della società che ti contratta); per gestire bene il gruppo bisogna avere forte personalità e conoscenza del lato umano e calcistico.

MW Futebol: Hai completato il corso ed hai ottenuto la licenza UEFA B. Desideri continuare a studiare e a migliorare? Che importanza ricopre questa formazione?

Spadetto: Tutte le formazioni di questo genere sono importanti, ho imparato molto nel corso di UEFA B (Italia), leggendo, studiando, osservando e voglio continuare a seguire corsi di formazione, poiché in ambito professionale bisogna essere competenti qualsiasi sia la propria mansione. Tuttavia, credo che il miglior insegnamento stia nella pratica, in campo, nel vivere e nel sentire l’ambiente. Stare nel vivo di una competizione, il rapporto quotidiano con i giocatori, ascoltare e dare opinioni, credo che sia qui la nostra più grande evoluzione.

MW Futebol: Che legami hai con l’Italia?

Spadetto: Ho la discendenza italiana da parte di madre, sono cresciuto nelle feste di famiglia con tradizione italiana. Ho sempre avuto il sogno di vivere in Italia, ho studiato un anno in Italia ed è stato molto speciale per me, è stata la realizzazione di un sogno, mi sono sentito a casa, sono stato trattato molto bene dalle persone. Nell’ambito calcistico, sono cresciuto vedendo Italia e Brasile giocare nei mondiali ed ho sempre tifato per entrambe le squadre. Sento un forte legame con l’Italia, sono un italo-brasiliano molto orgoglioso.

MW Futebol: Qual è lo stato attuale del calcio italiano?

Spadetto: Il calcio italiano, come quello brasiliano, non si trova nella sua stagione migliore. Ma questo non è altro che un momento. Sicuramente, l’Italia tornerà a breve in prima linea. L’Italia sarà sempre una potenza. Gli italiani hanno dato molto al calcio, con organizzazione di gioco, aspetti tattici e dettagli così tanto minuziosi nella fase difensiva che fino ad oggi sono ancora seguiti. È una nazione molto appassionata di calcio e la cultura calcistica scorre nelle vene degli italiani e questo è già un grande passo per capovolgere la situazione; la passione per il calcio è un fattore determinante in molti aspetti.

MW Futebol: Hai qualche allenatore brasiliano come punto di riferimento?

Spadetto: Il mio punto di riferimento è la mia propria esperienza di vita e calcistica. Ma, in termini di visione su come gestire un gruppo fuori e dentro il campo, forse la mia linea di pensiero si avvicina molto a quella di Telê Santana: lui era veramente un maestro di vita e di calcio, si prendeva cura dei giocatori, dava consigli non solo di tecnica e tattica ma anche di vita. Da quello che so, Telê era appassionato e molto attento alla parte tecnica e credeva in un calcio ben giocato, offensivo e coraggioso; non era a favore del fatto che i suoi giocatori ferissero gli avversari per avvantaggiarsi. Era un allenatore con una sua filosofia ben definita a cui piaceva il bel calcio, sono certo che gli sarebbe piaciuto veder giocare il FC Vizela (ridendo). Non l’ho conosciuto di persona, ma dalle storie su di lui e per come ha fatto giocare il Brasile nel ‘82 e negli anni d’oro del San Paolo negli anni ’90, sono un suo ammiratore. Inoltre, un allenatore brasiliano che ammiro molto, con il quale si è creata un’amicizia e quando è possibile ci sentiamo è Fernando Diniz; penso sarà uno dei grandi allenatori brasiliani della storia.

WhatsApp Image 2019-04-07 at 09.31.30Luis Spadetto, un allenatore dalla forte personalità e una intelligenza ammirabile.

Il Mister Luis Spadetto ha tutte le carte in regola per continuare a crescere e per assumere ancora più protagonismo. L’allenatore ha un trascorso negli Stati di Espirito Santo e Sergipe ed è considerato un “uragano”, poiché ha ottenuto ottimi risultati, attirando l’affetto di molti tifosi allo stadio, con una filosofia molto definita dimostrando tutta la sua capacità. Durante tutto il processo per strutturare e realizzare questa intervista, la redazione di MW Futebol ha interagito per molte ore con il Mister Spadetto ed è emersa la personalità ed intelligenza dell’assistente brasiliano. Siamo giunti alla conclusione che Luis non ha paura di sbagliare, dimostra un’attitudine, una personalità audace; si dimostra uno studioso del calcio, concentrato su una pianificazione prestabilita. Inoltre, dimostra freddezza e lucidità in tutti i momenti. Pur utilizzando pochissimo un vocabolario con terminologie e termini specifici, Luis Spadetto dimostra di essere un grandissimo intenditore dei principi tattici, tecnici, psicologici e strategici, ha una grande capacità di gestire il lato umano, valorizzando il rapporto quotidiano con gli atleti.

MW Futebol ha la convinzione di aver avuto l’opportunità di conversare, intervistare ed imparare con uno dei futuri brillanti tecnici del calcio brasiliano. Siamo grati a Luis Spadetto per averci dato l’opportunità di intervistarlo e, nonostante si trovi in Portogallo, è stato attento e ha sciolto tutti i nostri dubbi, condividendo con noi la sua esperienza.

@12brenobarbosa

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